di Orenove
Fino a otto anni fa, si viaggiava in aereo sicuri, tranne chi come me ha sempre paura dei voli e si ubriaca di alcol e valeriana prima del decollo.
Fino a otto anni fa, non si vedeva la minaccia del fondamentalismo islamico. L'Islam era una religione, come il cristianesimo e l'ebraismo. Certo, c'era chi temeva l'Islam, ma più per ignoranza, razzismo e xenofobìa che altro.
Fino a otto anni fa, non avremmo creduto che l'Occidente sarebbe tornato a combattere in terre straniere.
Fino a otto anni fa, c'era meno paura dell'altro da noi.
Poi, gli aerei dirottati, gli schianti, il fuoco, il fumo, le macerie. I morti.
Ed ecco che con la voglia di rialzarsi, di ripartire, ecco che spunta chi indica con il dito contro il nemico da distruggere, cercando vendetta prima ancora che giustizia.
Ecco le guerre, le invasioni, le morti, nuovi attentati, torture, limitazione delle libertà personali, miseria. Nuove macerie.
Fino a otto anni fa, c'era un tempo in cui Bin Laden era uno strumento degli Stati Uniti. E molti tacevano.
Fino a otto anni fa, i talebani in Afghanistan distruggevano gigantesche statue di Buddha millenari, facendoli esplodere come fanno i bambini con i castelli di sabbia sulle spiagge. E molti tacevano.
Fino a otto anni fa, c'era un Iraq trascinato dal suo dittatore in due guerre. E molti tacevano.
Fino a otto anni fa, c'erano stati dove i popoli erano oppressi e tenuti in miseria. E molti tacevano.
Di chi è la colpa? Chi ha veramente iniziato per primo?
Chi ha addestrato i terroristi dirottatori, chi ha preferito fare affari con gli oppressori di popoli, pensando ai soldi anzichè all'ignoranza e al rancore che si diffondevano, chi comune cittadino ha fatto finta di nulla?
Non ho risposte, so solo che l'integralismo ancora governa, anzi è ancora più diffuso di otto anni fa.
E ci sono ancora nuove guerre, nuovi rancori, nuove macerie, nuovi morti.
Dunque, c'è un Presidente del Consiglio, proprietario della più grande casa editrice di libri e giornali (Mondadori), del più grande impero televisivo privato nazionale (Mediaset), della più grande casa di produzione e distribuzione cinematografica (Medusa) con tanto di annessi e connessi (concessionaria pubblicitaria, case di produzione, etc), nonchè con forti interessi nel settore edilizio e finanziario (vedasi Mediobanca, presente nell'azionariato del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera, tanto per fare un esempio. In quanto premier italiano, controlla - tanto per dire - anche la Rai.
Questa persona, oltre a qualche problemino di conflitto di interessi risolto con leggi promosse e votate dal partito da lui creato, finanziato e controllato, ha un fratellino che formalmente edita un quotidiano: Il Giornale.
Il nuovo direttore di questo quotidiano, fa il cattivo: attacca chiunque critichi il Presidente del Consiglio, per comportamenti che in altri paesi democratici gli sarebbero costati il posto istituzionale, in quanto giudicati inappropriati con la carica pubblica ricoperta. I critici, sono attaccati con virulenza e senza alcuno scrupolo: che siano alleati (chessò, Fini), direttori di giornali, politici d'opposizione, editori, giornalisti, attori, scrittori, sindacalisti, esponenti della Chiesa... poco importa. Ecco, il direttore di questo quotidiano è il Cattivo della situazione.
Lui, il Presidente del Consiglio, non è il cattivo. E' vero, chiede danni milionari a chi lo critica; è vero, ha un impero economico-mediatico alle sue spalle che nessun premier, in democrazia, ha avuto e ha. Ma lui, è il Buono. Prende le distanze da questi attacchi infamanti e solidarizza con le vittime. Insomma, lui non c'entra nulla.
E il Brutto? Beh, è questo periodo che viviamo, fatto di apparenza, contraddizioni, fango e distorsioni della realtà italiana.
Un bel film, non c'è che dire
Fosse morto dopo il primo concerto della preannunciata ultima tournè, sarebbe stato di certo un mito della musica pop, capace di ricoprire con la propria figura t-shirt e poster più e meglio di Jim Morrison..
Non essendo accaduto, Michael Joseph Jackson, cognato di Elvis Presley, una volta sopita l'emozione dell'improvvisa dipartita, sarà piuttosto ricordato per le sue bizzarrie, mentre figli e figlie avranno l'ingrato destino di sposarsi, raggiunta l'età adulta, una qualche nuova celebrità.
Lui, che in famiglia chiamavano con affetto "il nasone", sarà ricordato per le bizzarrìe quali dormire nel lettone con bambini più o meno famosii, avere una casa con un giardinetto ispirato a Mirabilandia, essersi rifatto più volte, naso, occhi e chissà quant'altro, aver visto sbiancare la propria pelle e avuto per un periodo della sua vita come migliore amico uno scimpanzè.
Non sono bei ricordi per chi, dopo una brillante carriera come bambino-prodigio nei Jackson Five, riuscì a evitare la fine del tenero Arnold e ad assurgere alla notorietà planetaria con album del calibro di Thriller, Bad, Dangerous, duettando o stringendo amicizia con tutte le star presenti e passate che circolavano per il pianeta Terra.
Il livello di celebrità fu tale da poter spacciare come figata danze da Marcel Marceau quali la Robot e il Moonwalk, passo di danza che se usato da un adolescente a scuola finisce picchiato da tutti, bidelle comprese.
In profonda crisi creativa, nonchè economica, l'ormai cinquantenne Jackson dai capelli tinti e il naso posticcio cercava di dimostrare di essere ancora il Re del Pop. E' inciampato, mortalmente, poco prima di riuscirci